“Quando l’allegoria raggiunge il suo apice, essa si avvicina al mito”

Pochi mesi fa ho scoperto un romanzo di C.S. Lewis del quale si parla molto poco: The Pilgrim’s Regress (“Le due vie del pellegrino” ed. Jaca Book 1980); forse perché allegoria pura, alla quale non siamo più abituati.
In esso, segue la scia di una delle opere più conosciute del tardo medievo inglese: The Pligrim’s Progress (John Bunyan, 1687) ispirato a sua volta al teatro allegorico del primo medioevo.
Cercando di capire il perché dell’allegoria così come la passione di Lewis per essa, ho letto un articolo di Cecilia Barella che mi ha fatto vedere quest’opera sconosciuta in un modo diverso, forse ha lo stesso effetto su alcuni di voi…

Un fantasy dimenticato firmato C.S. Lewis

Molto interessante pure questa puntata del Wade Center nel quale Crystal e David C. Downing svelano parte del senso di questa opera e riflettono sull’uso che Lewis fa dell’allegoria.

Articolo scritto da

Jaime Moya

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